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2004-12-01 Mama Africa (NOVARADIO), Intervista con Daddy Wally e Papa Leo

Daddy Wally: La storia dei Bizantina mi sembra quindi molto ricca di episodi e personaggi, potreste narrarcela?
Michaela: I Bizantina hanno iniziato a suonare insieme molto prima di avere questo nome, come musicisti di strada, al Festival On The Road di Pelago del ’93. Suonavamo pezzi dei Musicanova, alcuni della Gatta Cenerentola di De Simone
Daddy Wally: Ah, bellissima!
Michaela: Infatti, era un gran divertimento! A quel tempo c’era anche un’altra cantante, Anna Granata, e giocavamo molto sull’intreccio di voci e sulle percussioni, pur restando un gruppo da strada. Ben presto il pubblico ha iniziato a interessarsi a noi, e a chiamarci a suonare; allo stesso tempo, noi abbiamo cercato di acquisire anche un atteggiamento più filologico nei confronti della tradizione. In questa fase la formazione era inizialmente prettamente acustica. Quando però è entrato Mauro con la batteria, e il contrabbasso è diventato un basso elettrico, il tutto è andato rapidamente cambiando.
Mauro: Infatti, in quel momento il discorso filologico ha iniziato a venir meno, e con il mutare dei componenti è andata crescendo l’esigenza naturale di fondere influenze e stili musicali; esigenza che si è rinnovata ogni volta che nel gruppo entrava un nuovo elemento. In questo senso, l’ingresso di Rocco, con il suo forte radicamento nella cultura salentina, è stato fortemente determinante per le strade che abbiamo successivamente intrapreso.
Michaela: Tornando un po’ indietro, all’indomani di Pelago, quando la formazione si è stabilizzata con l’ingresso di Mauro alla batteria, ci siamo dedicati anche a comporre dei brani originali, che abbiamo inciso nel ’97 nel CD E’ Notte, successivamente pubblicato per Re Nudo, e contenente la canzone omonima, vincitrice al Premio Ciampi nel '98.
Mauro: In seguito abbiamo fatto varie tournèe all’estero, in Portogallo, Spagna, alle Isole di Capoverde, un’esperienza che ricordiamo con grande gioia.

Papa Leo: Direi una vacanza lavoro fantastica. Com’è il pubblico capoverdiano?
Mauro: Molto entusiasta, vedevamo le seconde file saltare sulle prime file e sostituirsi ad esse, e poi nuovamente la stessa scena ripetersi. Chi è stato a Capoverde recentemente ci ha riferito che in quelle isole i Bizantina sono tutt’oggi ricordati come una delle più importanti formazioni di tutti i tempi!!

Daddy Wally: Sarà stato un piacere avere questi riconoscimenti da una popolazione come quella capoverdiana, che ha una cultura musicale invidiabile: Antonio e Ippolito conducono proprio qui su Novaradio tutti i mercoledì sera dalle 19.30 alle 21.00, proprio prima di questa trasmissione, un programma interamente dedicato alla musica e alla cultura di questo splendido arcipelago che fronteggia le coste del Senegal. Tornando al vostro CD, anche il dialetto del brano De Sira è salentino?
Rocco: Esatto. Il testo è quello di una pizzica tradizionale, che proponiamo in una versione totalmente rivisitata. L’arrangiamento potrebbe collocarsi a metà strada tra la musica araba e il flamenco, mentre le linee vocali potrebbero ricordare il richiamo di un muezzin, così come l’orchestrazione dei fiati evoca vagamente il mariachi.

 

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