Daddy Wally: La storia dei Bizantina mi sembra quindi molto ricca di episodi
e personaggi, potreste narrarcela?
Michaela: I Bizantina hanno iniziato a suonare insieme molto prima di avere
questo nome, come musicisti di strada, al Festival On The Road di Pelago
del ’93. Suonavamo pezzi dei Musicanova, alcuni della Gatta
Cenerentola di De Simone
Daddy Wally: Ah, bellissima!
Michaela: Infatti, era un gran divertimento! A quel tempo c’era anche un’altra
cantante, Anna Granata, e giocavamo molto sull’intreccio di voci e sulle percussioni,
pur restando un gruppo da strada. Ben presto il pubblico ha iniziato a interessarsi
a noi, e a chiamarci a suonare; allo stesso tempo, noi abbiamo cercato di
acquisire anche un atteggiamento più filologico nei confronti della tradizione.
In questa fase la formazione era inizialmente prettamente acustica. Quando
però è entrato Mauro con la batteria, e il contrabbasso è diventato un basso
elettrico, il tutto è andato rapidamente cambiando.
Mauro: Infatti, in quel momento il discorso filologico ha iniziato a venir
meno, e con il mutare dei componenti è andata crescendo l’esigenza naturale
di fondere influenze e stili musicali; esigenza che si è rinnovata ogni volta
che nel gruppo entrava un nuovo elemento. In questo senso, l’ingresso di Rocco,
con il suo forte radicamento nella cultura salentina, è stato fortemente determinante
per le strade che abbiamo successivamente intrapreso.
Michaela: Tornando un po’ indietro, all’indomani di Pelago, quando la formazione
si è stabilizzata con l’ingresso di Mauro alla batteria, ci siamo dedicati
anche a comporre dei brani originali, che abbiamo inciso nel ’97 nel CD E’
Notte, successivamente pubblicato per Re Nudo, e contenente la
canzone omonima, vincitrice al Premio Ciampi nel '98.
Mauro: In seguito abbiamo fatto varie tournèe all’estero, in Portogallo, Spagna,
alle Isole di Capoverde, un’esperienza che ricordiamo con grande gioia.
Papa Leo: Direi una vacanza lavoro fantastica. Com’è il pubblico capoverdiano?
Mauro: Molto entusiasta, vedevamo le seconde file saltare sulle prime file
e sostituirsi ad esse, e poi nuovamente la stessa scena ripetersi. Chi è stato
a Capoverde recentemente ci ha riferito che in quelle isole i Bizantina sono
tutt’oggi ricordati come una delle più importanti formazioni di tutti i tempi!!
Daddy Wally: Sarà stato un piacere avere questi riconoscimenti da una popolazione
come quella capoverdiana, che ha una cultura musicale invidiabile: Antonio
e Ippolito conducono proprio qui su Novaradio tutti i mercoledì sera dalle
19.30 alle 21.00, proprio prima di questa trasmissione, un programma interamente
dedicato alla musica e alla cultura di questo splendido arcipelago che fronteggia
le coste del Senegal. Tornando al vostro CD, anche il dialetto del brano De
Sira è salentino?
Rocco: Esatto. Il testo è quello di una pizzica tradizionale, che proponiamo
in una versione totalmente rivisitata. L’arrangiamento potrebbe collocarsi
a metà strada tra la musica araba e il flamenco, mentre le linee vocali
potrebbero ricordare il richiamo di un muezzin, così come l’orchestrazione
dei fiati evoca vagamente il mariachi.