Associazione Culturale Bizantina
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2005-03-01 World Music - Daniele Bergesio, Recensione del CD Zahir

Tornano i Bizantina, dopo l’omonimo disco d’esordio, con la stessa musicalità onnivora, la stessa tecnica incisiva, lo stesso piglio da artisti di strada – quali sono stati per anni, prima di darsi in toto alla musica.
In Zahir c’è una maggiore coscienza dei propri mezzi: non esagerano, non esasperano, dosano le citazioni e gli abbellimenti con maestria. E allora c’è più spazio per i sapori mediterranei e i profumi mediorientali, briciole di pizzica e sprazzi di ballate folk; la strumentazione acustica suonata con perizia riscalda e definisce gli arrangiamenti, ridando colore anche a vestiti più che usati, come Auellì, pizzica qui finalmente ‘diversa’.
Se continuano così, con il prossimo CD potrebbero colpire al fianco parecchi sedicenti mostri sacri della fantomatica ‘musica mediterranea’.

http://www.worldmusiconline.it




2004-08-18 Per la partecipazione alla TarantaFest organizzata da Darshan

Una festa in tre splendidi comuni del catanese organizzata dall'Associazione Culturale Darshan (www.darshan.it):


«Tarantafest», musica con strumenti tradizionali

La Sicilia
,
mercoledì 18 Agosto

Stamane alle 11 verrà presentato nella biblioteca comunale di Milo Tarantafest 2004, un percorso culturale che coglie le esperienze musicali del territorio per salvare un patrimonio che è espressione viva e genuina del sentire collettivo. «Tarantafest» raccoglie le esperienze musicali della gente deL sud e il progetto, che viene oggi presentato alla stampa, prevede laboratori e concerti di musica siciliana con strumenti tradizionali, ballate e antiche canzoni. Ridimensionato in rapporto alle risorse disponibili, l'idea coinvolge oltre al Comune di Milo, per il quale rappresenta un momento importante di MusicaMilo 2004, anche i Comuni di Santa Venerina e di Fiumefreddo ed al quale è cointeressata la Provincia regionale di Catania ed in particolare l'assessorato alla cultura con l'arch. Gesualdo Campo. L'evento è organizzato dall'associazione Darshan ed il programma prevede incontri, laboratori e concerti nei comuni coinvolti che si svolgeranno fino al 22 agosto.
Domani a Milo ci sarà un laboratorio di canzoni tradizionali siciliane con i cantastorie di Matilde Politi, il 20 agosto a Fiumefreddo si svolgerà un laboratorio sul tamburello siciliano tenuto da Roberto Fuzio e il 21 agosto a Santa Venerina Carmelo Salemi terrà un laboratorio sul "friscaletto" siciliano.
Concerti saranno eseguiti a Milo, Santa Venerina e Fiumefreddo: il 19 agosto a Fiumefreddo dai Bizantina di Firenze e a Santa Venerina da Matilde Politi; il 20 agosto dai Bizantina a Santa Venerina; il 21 agosto a Milo i Lautari, a Fiumefreddo Carmelo Salemi; il 22 agosto a Milo i Radicanti concluderanno la manifestazione. La partecipazione ai corsi e ai concerti è libera.

Rosanna Marchese


I suoni delle due sicilie
Vivere
, mercoledì 18 Agosto

Nasce il Tarantafest, un nuovo progetto culturale ed artistico incentrato sulle musiche della Terra di Sicilia e del Meridione d'Italia, un festival che vuote soddisfare quel diffuso desiderio di riscoprire la cultura dei popoli che abitavano e abitano il Regno delle Due Sicilie. Il Comune capofila di Milo, l'ente proponente, porta avanti da tempo un progetto che va al di là della sola arte musicale, tale impegno ha lo scopo principale di diffondere tradizioni popolari secolari collegate ad una ben precisa regione geografica: il Sud Italia. Dalla Sicilia a Napoli; dal Salento all'Aspromonte, s'intraprenderà un viaggio attraverso i valori, i colori, i sapori della cultura popolare (i briganti e la rivolta del popolo oppresso, gli stornelli d'amore, le pizziche e le tarantulate). Ogni artista o gruppo musicale con la peculiarità e il timbro che lo contraddistingue e con l'ammiccante ed esclusivo fascino del proprio suono, è forza caratterizzante nella rievocazione di situazioni ed ambienti originali: feste patronali, eventi legati alla semina o alla raccolta di prodotti tipici della terra, antichi rituali, canti d'amore (sonate, serenate). Questa prima edizione del festival nasce proprio all’insegna della collaborazione fra i Comuni di Milo, Fiumefreddo e S. Venerina, che hanno deciso di unirsi per costruire insieme un evento che non sia una semplice meteora della durata di un'estate, ma possa invece protrarsi negli anni come un appuntamento fisso che contraddistingua l'area geografica identificalo come polo di attrazione turistica e richiami altresì l'attenzione dei media a carattere nazionale. Il Tarantafest, incentrato su spettacoli musicali, sarà comunque arricchito da altri eventi: videoproiezioni, incontri a tema, laboratori d'avviamento a strumenti tradizionali (tamburello, tammorra, marranzano), mostre d'artigianato (carretti siciliani, botti da vino, etc.). Gli artisti: Bizantina (Firenze), musiche d'ispirazione e tradizione mediterranea; Radicanto (Bari), le pizziche e le tarante del Salento in chiave attuale; Lautari (Colonia), la Sicilia cantata e rivisitata nella sue infinite tradizioni; Carmelo Salemi (Siracusa), la voce più rappresentativa del friscalettu siciliano; Matilde Politi (Palermo), la nuova Balistreri, cantostorie siciliana.


Il festival della «Taranta». L'appuntamento è a Milo

Giornale di Sicilia
, giovedì 19 Agosto


Con un laboratorio sulla canzone tradizionale siciliana e i cantastorie di Matilde Politi, oggi, alle 11, nella sala della Biblioteca del Comune di Milo prende il via Tarantafest 2004, che vede coinvolti i Comuni etnei di Milo, Santa Venerina e Fiumefreddo in un progetto ambizioso, che mira alla organizzazione annuale di un grande Festival della Musica popolare meridionale. A presentare la manifestazione, ieri, i sindaci dei tre comuni organizzatori, Paolo Sessa, Nino Ferlito e Sebastiano Nucifora, e Davide Urso e Mario Gulisano della Darshan, l'Associazione che organizza l'evento. Il progetto 2004 di Tarantafest, offre un percorso attraverso le musiche e le ballate del Sud Italia che vede cointeressato l'Assessore alla Cultura Gesualdo Campo della Provincia Regionale di Catania - ha detto Sessa - ed è ambizioso perché cerca di far lavorare insieme i comuni, cosa difficile e importantissima e poi vuol diventare il più grande meeting di musica popolare di Sicilia. Il progetto, che in questa fase di avvio è stato ridimensionato in rapporto alle risorse disponibili, prevede, una serie di incontri musicali e di laboratori. Il programma prevede un laboratorio a Fiumefreddo sul Tamburello siciliano tenuto da Roberto Fuzio il 20 e un altro Laboratorio il 21 a Santa Venerina sul friscalettu siciliano tenuto da Carmelo Salemi, tutti alle 11. I concerti: il 19 e il 20 i Bizantina di Firenze a Fiumefreddo e a Santa Venerina; Matilde Politi a Santa Venerina il 19; il 21 agosto a Milo I Lautari e a Fiumefreddo Carmelo Salemi; mentre il 22 si conclude Tarantafest a Milo con i Radicanto di Bari. L'accesso ai Corsi e ai concerti è libero.

Mario Pafumi

Le «pizziche» dei Radicanto concludono il Tarantafest
La Sicilia,
domenica 22 Agosto

Stasera alle 21 si concluderà a Milo la prima edizione del Tarantafest. A chiudere il festival di musiche della tradizione del meridione d'Italia, organizzato dall'associazione «Darshan», saranno i Radicanto di Bari che eseguiranno pizziche e tarante del Salento. Nei giorni scorsi artisti di rilievo hanno portato a Milo, Fiumefreddo e S.Venerina, le musiche della tradizione popolare dei Sud d'Italia attraverso laboratori e l'esecuzione di brani musicali antichi destinati ad essere dimenticati senza la sapiente ricerca di artisti e studiosi della tradizione come Matilde Politi, il complesso dei Bizantina di Firenze, quello dei Lautari di Catania, di Carmelo Salemi di Siracusa.
Stasera i Radicanto porteranno in piazza Belvedere a Milo le musiche del Salento riproponendo in chiave attuale antiche pizziche e tarante di quella terra.

Rosanna Marchese




2004-07-01 Re Nudo - Recensione del CD Zahir

Giunti alla loro terza realizzazione discografica dopo E’ Notte (1997) e Bizantina (2001), i Bizantina proseguono il percorso che li ha portati a una progressiva emancipazione dal repertorio tradizionale del sud Italia, in direzione di un’attività compositiva sempre più prolifica ed eterogenea. I brani del CD sono composizioni interamente originali, che prediligono frequentemente l’uso del dialetto per valorizzare l’espressività naturalmente connessa a ogni linguaggio “marginale”; l’unico brano interamente tradizionale, ideale legame con il passato dei Bizantina, è la pizzica salentina Auellì, riproposta in un ricercato arrangiamento che punta ad esaltarne alternativamente la freschezza melodica e il vigore ritmico. L’ampio spazio dedicato a composizioni originali permette alla creatività dei Bizantina di svilupparsi in molteplici direzioni, ora avvicinandosi alla canzone d’autore (Panormozahir), ora riallacciando le fila di una riflessione sociale, affrontata già nei precedenti lavori discografici, che trae ispirazione dalla realtà contemporanea (La Gente Che Passa, Terra Di Briganti) o da vicende storiche non troppo lontane (Attilio). A tale varietà tematica corrisponde un’analoga ricchezza di spunti musicali, attingendo ad ambiti espressivi mitteleuropei (il manouche di Panormozahir e il klezmer di Attilio), africani (la morna capoverdiana di La Gente Che passa, le percussioni afro di Sacara) e arabi (De Sira), e tentando, in ultima analisi, di sondare le possibilità espressive di ogni “bacino” di comunicazione tra culture musicali diverse (il brano strumentale Adriatika, idealmente collocato a metà strada tra Salento e penisola balcanica). A dispetto di tale eterogeneità di ispirazione, il punto di arrivo di tale percorso è un sound omogeneo, che rinuncia in partenza a proporre filologicamente una tradizione specifica e predilige piuttosto la ricerca di equilibri e composizioni originali, anche quando si confronta con generi musicali già fortemente codificati quali la canzone napoletana (Si Mmo) o la tammurriata (Terra Di Briganti). In alcuni casi, infine, il percorso musicale dei Bizantina accede a dimensioni espressive difficilmente riconducibili ad una specifica tradizione: il virtuoso scioglilingua melodico di Treno, che si conclude dilatandosi nell’evocativa atmosfera di un controcanto di sax, e il “contrasto” amoroso di Fimmina tu, che affida a pianoforte e violoncello l’apparente semplicità della tessitura armonica, ed esalta le peculiarità del testo in un’accurata distribuzione delle parti femminili e maschili.


2004-06-08 Corriere di Firenze - Enzo Boddi, Recensione del cd Zahir

Un lavoro di ampio respiro, che coniuga elementi melodici del patrimonio del Sud con colori e forme ritmiche iscrivibili nell'alveo del Mediterraneo. Efficace risulta l'uso di idiomi come il siciliano ed il napoletano, intrinsecamente dotati di una squisita musicalità. L'ispirazione oscilla dall'impianto arabeggiante di De Sira ai ritmi dispari di estrazione balcanica di Adriatika. Le dinamiche del gruppo poggiano prima di tutto su una corposa ritmica (Mauro De Lillo, batteria; Rocco Zecca, percussioni; Michelangelo Zorzit, basso; Marcello Melighetti, chitarra); godono quindi del respiro impresso dalla fisarmonica di Samuele Venturin e dalle ance di Susanna Crociani, che ai sax soprano e sopranino riproduce la sonorità di strumenti affini tipici dell'area mediterranea; incontrano infine un austero lirismo nelle voci di Michaela D'Astuto e dello stesso Zecca.


2002-09-01 World Music - Daniele Bergesio, Recensione del cd Bizantina

Ci sono perizia e cura del suono sorprendenti nell 'opera di questo ensemble dal sud dell 'Italia. Tarante, pizziche, tango e medioriente sono prede di una metamorfosi che ne demolisce lo stile per farne un'attitudine:la vocazione verso il meridione, non solo italico, forgia con la musica un pathos che si fa visivo nei pensieri dell 'ascoltatore;il prodotto è un folk rock saggio ed istintivo insieme. La voce particolarmente ispirata di Michaela D 'Astuto rapisce volenti o nolenti, e la calda sezione ritmica, ora elettrica ora acustica, tiene sul filo le emozioni, in bilico tra PFM e taranta. I Bizantina non nascondono, d 'altronde, come la spinta percussiva dei loro brani costituisca il primo ponte appoggiato al coinvolgimento dell 'ascoltatore, tanto nei brani più ritmati che nelle morne più suadenti. E significativi sono quindi gli omaggi alla coppia De Andrè-Bubola di "Volta la carta " e alla rivoluzione di Eugenio Bennato: delimitano perfettamente quelle Terre di Mezzo sonore che i Bizantina propongono senza finta maniera.

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2002-05-01 Traditional Arranged - Loris Böhm, Recensione del cd Bizantina

Si tratta di un gruppo veramente esplosivo: il suo nome è "Bizantina " e onestamente ben poco sapevo sul loro conto... tanto che la sorpresa è stata davvero notevole. Un gruppo fiorentino che canta pizziche, tammurriate e danze del sud italiano in modo esemplare, con una grande verve interpretativa unita ad una genialità compositiva senza pari. Sono stati il gruppo rivelazione del FIMU 2002 insieme a Carmelo Salemi surclassando agguerrite formazioni locali (francesi) e fantasmagoriche coreografie bielorusse. Hanno dimostrato con questo disco appena uscito di essere tra i migliori gruppi italiani in circolazione. Estremamente professionali, hanno incantato l'attento ed esperto pubblico francese presente in diverse migliaia ai loro concerti, un exploit che li ha proiettati all 'attenzione dei media locali. Il disco possiede delle gemme che potrebbero figurare tranquillamente nella top ten 2002, ma sarebbe ingiusto escludere un brano qualsiasi da quest 'album che nella nostra classifica di fine anno figurerà ai primissimi posti. Bisogna proprio ascoltarli, e sarà amore a prima vista


2001-06-01 Leonardo Castellucci, Recensione del cd Bizantina

Le radici dei Bizantina si rintracciano nell'ancestrale passione di suoni-archetipo e di ritmi intesi nella loro originaria essenza, senza quella ruffiana e posticcia strumentazione che spesso interviene in operazioni dei genere, come commerciale compiacimento per orecchie abituate ad altro. Il divertimento di impugnare uno strumento e iniziare a suonare è senz'altro la prima e piu' forte pulsione che la musica di questo gruppo comunica. Ma non fermandosi al puro gusto coinvolgente e caldo, si scopre una ricerca attenta alla 'filologia dei ritmi e delle sonorita' e delle tradizioni popolari del Sud. Di quel Sud da dove presero origine il pensiero e l'idea spirituale della vita. Di quel Sud affacciato al bacino del Mediterraneo. Ma forse potremmo dire di oggi Sud della terra.
E' questa la scelta di campo dei Bizantina, espressa con un filtro musicale diretto e gioiosamente provocatorio nei modi apparentemente festosi e intriganti di tarantelle, tanghi o di carnali, eppure astratti, ritmi mediorientali. Scelta corroborata anche da omaggi a maestri dello spessore di Eugenio Bennato e Fabrizio De Andre', dei quali sono interpretati tre notissimi brani.
Ma simili referenti esigono anche un adeguato impegno testuale. Impegno che si esprime attraverso una partecipata poesia sociale, come nel caso di Prigionieri o di Passogirapasso, un'amara, attualissima denuncia il cui messaggio si condensa in questi versi: "Fa paura lo straniero e' scomparso l'operaio l finito il comunismo chi fa legge e' il bottegaio / Proteggi il tuo paese, la casina il giardinetto / Ti giri e ti rigiri e guardi tutti con sospetto."
Parole che suonano come uno sberleffo e un incitamento a risvegliarsi dal torpore in cui ci siamo rifugiati.


1998-11-01 Re nudo - Recensione del cd E' Notte

Ritrovarsi improvvisamente nel mare blu o sotto le stelle. Mi piace sentire le mani che suonano e le ugole che vibrano, le passioni che si uniscono creando un accordo dove la musica ti rinfresca. Musica popolare immediata, suggestiva. Oriente e tradizioni del Sud.


1998-08-08 L'Arena - Beppe Montresor, Dai Bizantina soffia il vento del sud

È opportunamente inserito nella rassegna «Notti nei giardini d'Europa 1998» il concerto di stasera al Parco Cotoni di San Giovanni Lupatoto per «Suoni nel Parco», quarta edizione di una rassegna dedicata alle «musiche acustiche... ed altro». Opportunamente perché debuttano a Verona i Bizantina, ensemble di otto strumentisti che ha ricevuto nel 1997 un importante riconoscimento, quale, finalista al Premio Ciampi, come una delle voci più interessanti della cultura mediterranea, fra tradizione e contemporaneità.
L'esito particolare deriva dai diversi retroterra degli otto musicisti: sia dal punto di vista geografico (vengono dalla Toscana, dalla Campania, dalla Calabria, da Sicilia e Sardegna), sia dal punto di vista artistico, perché nel gruppo confluiscono esperienze jazz, rock, gospel, rhytm'n' blues, etniche, ,persino liriche.
E il vento del sud» che soffia dai Bizantina, ovvero Mauro Citzia (chitarra, mandolino, contrabbasso percussioni), Susanna Crociani (sax soprano, clarinetto, flauti dolci), Michaela D'Astuto (voce e chitarra) Mauro De Lillo (batteria), Rocco Giorgi (chitarra5, Anna Granata (voce, organetto diatonico, percussioni tradizionali), Massimo Ierimonti (bodhran congas, tamburelli e altre percussioni) e Marcello Melighetti (chitarra e mandola).


1997-08-19 La Nazione e Mattina, per la partecipazione al Gray Cat Festival

Mattina
La loro prima apparizione in pubblico risale all'On the road festival di Pelago del'93. Allora i Bizantina - in concerto stasera a Tirli per il cartellone del Grey cat festival - presentarono un repertorio di musica prevalentemente partenopea.
Da allora il gruppo - formato da Anna Granata alla voce, Michela D'Astuto alla chitarra e alla voce, Marcello Melighetti e Rocco Giorgi alle chitarre, Susanna Crociani al sax, flauto e clarinetto, Mauro Citzia al contrabbasso e al mandolino, Massimo lerimonti ai tamburelli e Mauro De Lillo alla batteria - si è arricchito di ritmi e melodie popolari provenienti da diversi paesi affacciati sui Mediterraneo. Grazie a una formazione da musicisti di strada i Bizantina hanno mantenuto spontaneità e allegria nelle loro esibizioni dal vivo. Con un repertorio in cui convivono brani popolari e musiche originali, la formazione promette ritmi caldi e solari.
A luglio dell'anno scorso la band ha conseguito il premio Castello di Nipozzano.

La Nazione
Ritmi caldi e solari per una infuocata sera d'agosto. Immersi in pieno clima vacanziero i villeggianti di Tirli potranno assistere allo spettacolo del Grey Cat Festival, che presenterà iBizantina.
Il gruppo, apparso per la prima volta sulla scena nel 1993, propone canzoni e musiche popolari, che traggono ispirazione dalle intense melodie dei paesi mediterranei.
Reduci dal premio «Castello di Nipozzano», vinto all'ottavo festival «On the Road» di Pelago, Anna Granata (voce e percussioni), Michaela D'Astuto, Marcello Melighetti e Rocco Giorgi (chitarra), Susanna Crociani (sax soprano), Mauro Clitzia (contrabbasso), Massimo lerimonti (bodhrans) e Mauro De Lillo (batteria) eseguiranno motivi freschi ed insoliti, divertenti e ballabili.