
Nel bosco, Bradamante incontra Angelica che, ingannata dall’armatura, la scambia per Orlando e le si offre; la donna-guerriero ne approfitta per farsi svelare dove sono accampati i saraceni, per poi abbandonarla addormentata in mezzo al bosco. Al risveglio, Angelica subisce le avance del vecchio Carlo Magno, da cui fugge inorridita. Il sovrano e il suo consigliere si camuffano da cespugli per spiare Orlando, che sta sopraggiungendo. Il paladino riconosce in quel luogo l'antro della fattucchiera Morgana, che risolve i suoi problemi di virilità grazie a un flauto incantatore, e riparte baldanzoso alla ricerca del nemico Ruggero. Anche Carlo si introduce da Morgana per riacquistare il vigore giovanile.
Atto II
La scena si sposta quindi al campo dei pagani, ove Bradamante si introduce travestita da saracena. Invaghitosene, Ruggero la coinvolge in una danza; ma irrompe Orlando, che lo sconfigge. Quando però comprende che Bradamante lo ama, decide di graziarlo, a patto che abbandoni i suoi assalti. Al rifiuto di Ruggero, Bradamante è costretta a tramortirlo. Ma entra Angelica, che nuovamente seduce Orlando. Carlo interrompe i due quando stanno per baciarsi: infuriato, gli ordina di riportare Ruggero in Africa. Tenta quindi di violentare Angelica, che pur di non cedergli si butta in mare, mentre Bradamante è legata e trascinata fuori scena da Gano.
Riuscita a liberarsi, Bradamante ritrova Orlando, reduce da un naufragio dovuto all’attacco di un enorme pesce, che ha infine divorato Ruggero. I due si vendicano su Carlo e Gano gettandoli in mare, e meditano quindi di seguire la stessa sorte dei propri amanti. Ma Morgana incanta il pesce e lo obbliga a sputare prima Ruggero, poi Angelica; dal suo ventre fuoriescono anche Carlo e Gano. I cavalieri possono infine vivere il loro amore.